Tutti i vescovi, cardinali e papi possiedono uno stemma che viene realizzato seguendo determinate regole araldiche. Anche i semplici sacerdoti possono possederlo, ma è più raro. Ciascun prelato (qualora non possedesse già uno stemma familiare) può decidere i simboli e il motto da inserire. Vediamo insieme quello del card. Ernest Simoni, che sarà ospite della nostra associazione sabato 26 gennaio.
Il cappello rosso con le nappe che scendono è il simbolo dei cardinali e si chiama “galero”. Un tempo veniva indossato come copricapo. Al centro vi è lo scudo con i simboli scelti dal cardinale:
-l’aquila è il simbolo dell’Albania;
-il giglio fiorentino è il simbolo di Firenze, sua patria adottiva dove ora risiede;
-la croce gemmata è sormontata dalla stella d’oriente a sette punte;
-la catena spezzata richiama la prigionia e alla vittoria di Cristo sul male (la croce spezza la catena). Un simbolo di speranza per tutti: i mali umani -grandi o piccoli che siano- si possono vincere e superare solo con lo sguardo della Fede nel Dio morto e risorto per i nostri peccati.
Il motto è racchiuso in un cartiglio ed è scritto in lingua albanese. Significa “il mio cuore immacolato trionferà”, richiamo al messaggio mariano di Fatima.