Progetto: “Aiutarli a rimpatriare con dignità”

Città Cristiana riceve e sponsorizza questo importante progetto in Tunisia. Il dramma dei migranti è spesso prigioniero di letture ideologiche e parziali. L’arcidiocesi di Tunisi ha invece un progetto serio e concreto che vi invitiamo a leggere e sostenere!

 

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 Introduzione 

Molti dei migranti subsahariani, giunti in Tunisia alla ricerca di un lavoro o in vista di un approdo in Europa, finiscono col rimanere in Tunisia in una condizione di stallo. Svanita la promessa di un lavoro o di un passaggio verso l’Europa, essi si trovano senza occupazione e spesso sprovvisti di documenti o con i visti scaduti, sofferenti per patologie fisiche e psichiche causate dagli estenuanti viaggi intrapresi per arrivare in Tunisia. Anche il ritorno nei loro paesi d’origine è virtualmente impossibile, dovendo essi pagare ingenti penalità per regolarizzare i loro visti scaduti e poter lasciare la Tunisia. Essi vivono inoltre un loro eventuale ritorno in patria con senso di vergogna, come una sconfitta di fronte alle loro famiglie, che si sono fortemente indebitate per permetter loro il viaggio in Tunisia. 

La Diocesi di Tunisi, in collaborazione con lo OIM (Organizzazione Internazionale Migranti) viene in loro aiuto, per favorire un loro rimpatrio volontario e nell’attesa rendere il tempo di soggiorno in Tunisia un’ocasione per la loro formazione professionale, in vista di un miglior reinserimento nel paese d’origine 

Il Centro d’accoglienza de la Goulette 

La Diocesi ha aperto un piccolo Centro di accoglienza presso la parrocchia della Goulette a pochi km da Tunisi. 

Il Centro si compone oggi di due strutture residenziali: 

– una dedicata agli uomini con una capienza di sei posti, aperta nel 2016. Attualmente la struttura viene autogestita dagli ospiti seguiti dai volontari della Diocesi per quanto riguarda approvvigionamenti e pulizie. 

– la seconda, aperta nel 2014, riservata a donne e a bambini con una capienza di 10 posti, viene gestita dalle Suore della Carità di Madre Teresa. 

Possono accedere al Centro di accoglienza solamente i migranti segnalati da OIM, ovvero quelli intenzionati a rientrare nei loro paesi di origine. Le donne, principalmente di nazionalità ivoriana sono per lo più vittime della tratta. Il che significa che giunte in Tunisia attratte dalla prospettiva di un lavoro regolare all’interno di una famiglia, all’arrivo vengono loro ritirati i documenti e sono praticamente sequestrate dalle famiglie che hanno pagato in precedenza per averle, e fatte lavorare come « schiave ». Per riuscire a liberarsi da questa rete in cui sono cadute, impiegano mediamente da 5 a 13 mesi, è stimato che per un 20% di loro siano necessari più di 24 mesi. A volte le donne ospitate sono incinte, e necessitano di speciale sostegno psicologico per superare traumi ed abusi subiti nel loro percorso migratorio. 

Il tempo di permanenza nel Centro de La Goulette è molto vario, dipende dalla situazione di ciascuno puo variare da 1 settimana a più di sei mesi.

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Obiettivi del Centro 

Lo scopo è accogliere e accompagnare i migranti in questo loro difficile e a volte doloroso percorso di ritorno nei rispettivi paesi d’origine, sostenendoli nelle loro necessità primarie. 

Tra i bisogni accertati vi sono : 

– l’assistenza per completare le procedure amministrative per il rimpatrio. 

Lo OIM s’incarica di avviare la procedura per il rilascio della documentazione necessaria, per il condono delle penalità e l’acquisto del biglietto di ritorno, i nostri volontari assicurano l’accompagnamento nei vari uffici per il disbrigo delle pratiche. 

– il sostegno per l’accesso alle cure sanitarie. In Tunisia tutta l’assistenza sanitaria è a pagamento, quindi curarsi è precluso a chi non ha denaro. Il Centro sostiene le spese correnti (medicine, visite, esami) e contribuisce in parte nel caso di somme ingenti (operazioni). 

– un corso di alfabetizzazione di francese ed uno d’informatica di base. Sono iniziati quest’anno e rispondono ad un effettivo bisogno perchè si è constatato che quasi la metà di questi ragazzi non sa né leggere né scrivere. Per i più avanzati è partito da qualche settimana un corso di perfezionamento orale di francese con volontari madrelingua. 

– l’offerta di laboratori di formazione professionale che possano garantir loro maggiori opportunità di reinserimento una volta rientrati nei loro paesi d’origine.

 

Città Cristiana attiva fin da ora una raccolta fondi per questo progetto.

Abbiamo bisogno anche del tuo aiuto!

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