Irlanda: settimana di solidarietà con i cristiani perseguitati nel mondo

Testimonianza e solidarietà verso i cristiani perseguitati a causa della fede in tutto il mondo: questi gli obiettivi della “Settimana dei testimoni”, promossa dalla Chiesa cattolica d’Irlanda, insieme ad Aiuto alla Chiesa che soffre, dal 25 novembre al primo dicembre. Per l’occasione, in tutta l’isola si terranno conferenze, incontri e mostre a tema; in particolare, mercoledì 27 novembre, denominato “Mercoledì Rosso” come il sangue dei cristiani perseguitati, si terrà una Veglia di preghiera in tutte le parrocchie del Paese.

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La persecuzione e il martirio dei cristiani oggi è reale e continua

A presentare ieri l’iniziativa ai fedeli, domenica 24 novembre, solennità di Cristo Re, è stato monsignor Michael Router, vescovo ausiliare di Armagh, che ha presieduto la Messa nella cattedrale locale di San Patrizio: nella sua omelia, il presule ha ricordato “la speranza e la convinzione” di “tanti milioni di cristiani” che, nel corso dei secoli, hanno “donato la loro vita, piuttosto che rinunciare alla loro fede in Cristo, Salvatore del mondo”. Tuttavia, “la persecuzione e il martirio dei cristiani – ha evidenziato monsignor Router – non sono solo un fatto storico, bensì qualcosa che oggi è molto reale e continua” nel tempo, poiché “i cristiani sono, attualmente, il gruppo religioso più perseguitato al mondo”. Nel giugno 2018, infatti, il Pew Research Centre di Londra ha riportato che “in 143 dei 195 Paesi del mondo si sono riscontrati episodi di persecuzioni e violenze contro i cristiani”.

I dati della persecuzione contro i cristiani: trend in aumento

Non solo: secondo i dati di Aiuto alla Chiesa che soffre, nel 2017 almeno 4.305 cristiani sono stati uccisi per la loro fede, 1.847 chiese e altri luoghi di culto cristiani sono stati attaccati e 3.150 cristiani sono stati arrestati senza processo, condannati o incarcerati. I medesimi dati evidenziano, inoltre, che tra il 2017 e il 2019 i cristiani sono stati vittime dell’80% di tutte le persecuzioni in tutto il mondo.  In India sono 275 gli episodi di violenza contro i cristiani indiani segnalati (dal 1° gennaio al 31 ottobre 2019) al numero verde gratuito attivato dallo “United Christian Forum (UCF) e dalla “Alliance for Defending Freedom” (ADF), organizzazioni impegnate a difendere la vita e i diritti delle comunità cristiane in India. Come comunicato all’Agenzia Fides, dei 275 episodi di violenza denunciati al numero verde, 192 sono state intimidazioni e minacce da parte di una folla di militanti. In media, si tratta di 27 incidenti al mese, rispetto alla media di 20 incidenti nel 2018. Secondo i dati ricevuti da Fides, 145 donne e 106 bambini sono rimasti feriti in casi i violenza di massa.

Anche in Irlanda sposare pubblicamente gli ideali cristiani può portare a insulti e aggressioni

Quanto ai motivi di tali persecuzioni, il vescovo ausiliare di Armagh li ha individuati nell’impegno delle Chiese cristiane contro i sistemi, tuttora vigenti, di ingiustizia, oppressione e violenza. “Il vero cristianesimo – ha ribadito il presule – ha sempre rappresentato i diritti di tutti, in particolare i diritti fondamentali, come quello alla vita, al cibo, alla casa e all’istruzione”. Non si pensi, inoltre – ha messo in guardia monsignor Router – che la persecuzione anti-cristiana sia un problema che accade altrove, in zone sperdute del mondo, perché “anche in Irlanda sposare pubblicamente gli ideali cristiani può portare a insulti e aggressioni”. Di qui, l’appello affinché ogni giorno i cristiani “siano testimoni della fede e affrontino una sorta di martirio per difendere ciò in cui credono e ciò che sanno essere giusto”. “Attraverso il sangue dei martiri e il dolore dei perseguitati – ha concluso il presule – la luce di Dio illumina anche i luoghi più bui”.

 

Fonte: VaticanNews

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