Il beato Lazzaro è il primo laico indiano sulla via della santità

Mumbai (AsiaNews) – La futura “canonizzazione del beato [Lazzaro] Devasagayam sarà una grande affermazione per i cattolici del Tamil Nadu perché egli è il primo cittadino di quello Stato indiano ad essere elevato al soglio della santità”. Lo dice ad AsiaNews p. AXJ Bosco, gesuita e attivista per i dalit. Egli esulta alla notizia che il 21 febbraio scorso papa Francesco ha firmato il decreto che apre la strada alla canonizzazione del beato Lazzaro, detto Devasagayam (“aiuto di Dio” in lingua locale). Ancora più importante, aggiunge il sacerdote, “è che sarà il primo laico martire sposato dell’India a diventare santo”.

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Il pontefice ha autorizzato la Congregazione delle cause dei santi a promulgare otto decreti, tra cui quello del miracolo attribuito al beato indiano vissuto nel 1700. La vicenda riguarda la ripresa del battito cardiaco di un feto alla 24ma settimana, dopo che la madre ha bevuto l’acqua proveniente dal pozzo del villaggio natio del martire e pregato intensamente. Alla fine è bambino è nato sano con parto naturale.

Secondo p. Bosco, la decisione del pontefice ha un grande significato: “Il messaggio è che per tutti è possibile, a prescindere dal proprio status nella Chiesa, seguire la spiritualità di Gesù, condurre una vita santa, ed essere un santo. Finora in India abbiamo avuto solo sacerdoti e suore santi”.

Il beato Lazzaro, detto Devasahayam, è nato il 23 aprile 1712 nel villaggio di Nattalam, in Tamil Nadu. Di famiglia di casta elevata e induista, ha intrapreso la carriera militare divenendo ministro del regno di Travancore come funzionario del palazzo reale. Nel 1741 ha conosciuto la religione cattolica tramite un prigioniero francese dell’esercito olandese e si è convertito. Il 14 maggio 1745 ha ricevuto il battesimo e ha preso il nome di Lazzaro.

Ha iniziato a proclamare il Vangelo e molte persone si sono convertite grazie al suo annuncio, tra cui la moglie. Dopo ripetuti tentativi di fargli abiurare la fede cristiana, è stato arrestato e torturato in pubblico, come monito per coloro che intendevano convertirsi al cattolicesimo. Infine è stato fucilato a Aralvaimozhy, dove era stato condotto in segreto, il 14 gennaio 1752. Il 2 dicembre 2012 è stato proclamato beato.

Mons. Peter Remigius, vescovo emerito di Kottar, dove si trovano i luoghi di nascita e di martirio di Devasahayam, racconta: “Da quando papa Francesco ha autorizzato il processo di canonizzazione, migliaia di persone stanno accorrendo nel luogo in cui è stato fucilato. In tutte le parrocchie della diocesi c’è grande giubilo, la notizia è diventata virale sui social. Inoltre la donna del miracolo appartiene alla diocesi e abita molto vicino alla casa natia del beato”.

Secondo il vescovo, “è un grande dono per la diocesi di Kottar, la Chiesa del Kerala e dell’India. Avrà un profondo impatto sull’uguaglianza della dignità di ogni persona, la sua canonizzazione creerà la consapevolezza che tutti gli esseri umani hanno valore, perché siamo tutti figli di Dio e coeredi di Cristo. Anche il nome della sua casta d’origine, Pillai, non viene più usato. Dopo la conversione, ha abbracciato il messaggio del Vangelo e iniziato a trattare tutti come uguali. Si muoveva attorno a persone di casta inferiore, e per questo ha attirato la collera della propria casta. Aspettiamo da tre secoli questo onore”.

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