Dottrina

Teologia: il cuore della fede islamica è l’unicità di Dio, radicata nel monoteismo biblico e, secondo l’islam, rivelata compiutamente da Maometto. Caratteristica fondamentale del Dio islamico è la potenza: Egli è il dominatore, il padrone del mondo, il giudice insindacabile; per coloro che gli obbediscono, però, volge la sua potenza a clemenza e misericordia. Il mondo e l’uomo sono creati da Dio, ma la storia è ritenuta opera più di una cieca fatalità che della provvidenza divina.

Il destino ultraterreno dell’uomo è concepito in maniera estremamente materialistica come appagamento dei desideri e delle passioni.

 

Morale: nell’islam l’aspetto dottrinale e la vita interiore sono in secondo piano: al primo posto c’è l’impegno a conformare la vita individuale e sociale ai precetti coranici; cinque di essi sono fondamentali, le cinque ‘colonne’ dell’islam:

1) la professione di fede: ‘Proclamo che non c’è altro Dio all’infuori di Allah, e che Maometto è il suo profeta’; con questa affermazione il credente aderisce a Dio e alla comunità islamica. Questo è inoltre il supremo atto di obbedienza, che è l’elemento centrale della fede islamica: il fedele (muslim) è anzitutto un sottomesso (islam) alla potenza e volontà imperscrutabile di Dio;

2) la preghiera: anche in essa l’accento è posto non tanto sull’esperienza interiore quanto sul rito esterno, comunitario, pubblico, che comporta diversi elementi: la purificazione del corpo con acqua o sabbia, la dignità dell’abbigliamento, la sacralità del luogo che prevede, quando si è lontani da una moschea, almeno l’apposita stuoia;

3) il pellegrinaggio: è un’ulteriore manifestazione della natura comunitaria dell’islam; ogni fedele a cui sia ragionevolmente possibile almeno una volta nella vita è tenuto a partecipare ad un pellegrinaggio alla città santa, la Mecca. Non è un viaggio qualsiasi, ma comporta un complesso rituale: canti, preghiere, purificazioni, digiuni; giunti al centro della città, la Ka’ba, se ne percorre sette volte il perimetro, e poi altre sette volte la distanza tra le due rocce che si trovano a nord e a est del tempio. Compiuti i riti religiosi seguono poi grandiosi festeggiamenti durante i quali i fedeli possono abbandonarsi ad ogni forma di divertimento;

4) il digiuno: valorizzando una tradizione precedente, Maometto ha consacrato il mese chiamato ramadan a questa speciale forma di culto. Esso comporta l’astensione dai cibi solidi e liquidi e dall’uso della sessualità dall’alba al tramonto. Il 27 del mese è il giorno detto del ‘Destino’ in cui si festeggia il dono del Corano. Il mese si chiude l’ultimo giorno (fitr) con una grande festa;

5) l’elemosina: è la zakat, una donazione obbligatoria, una tassa, che il fedele deve versare annualmente in proporzione ai propri beni per contribuire alle necessità dei mussulmani poveri e sostenere i combattenti per Allah.

 

Culto: le forme comunitarie di culto sono soprattutto, come abbiamo detto, la preghiera e il pellegrinaggio. Grande importanza rivestono anche il luogo sacro, la moschea, quale centro di preghiera e di aggregazione, e la giornata del venerdì tutta dedicata ad Allah: in particolare la preghiera di mezzogiorno è celebrata con grande solennità.

Di rilievo anche la figura dell’imam, quale guida spirituale, predicatore, animatore della preghiera.